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	<title>Paolo Bielli</title>
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		<title>PAOLO BIELLI APNEA / ANNA COCHETTI</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[À rebours: Riflesso d&#8217;artista nello specchio del tempo&#8230;  “La vera ‘bellezza’ risiede nel rivelare il ‘vero aspetto della realtà’ e ‘la natura essenziale dei fenomeni’ della propria vita, un risultato molto più profondo e duraturo di qualsiasi apparenza esteriore” (Daisaku Ikeda) “Tempo verrà / in cui, con esultanza, / saluterai te stesso arrivato / alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>À rebours: Riflesso d&#8217;artista nello specchio del tempo&#8230;</p>
<p> “La vera ‘bellezza’ risiede nel rivelare il ‘vero aspetto della realtà’<br />
e ‘la natura essenziale dei fenomeni’ della propria vita,<br />
un risultato molto più profondo e duraturo di qualsiasi apparenza esteriore”<br />
(Daisaku Ikeda)</p>
<p>“Tempo verrà / in cui, con esultanza, / saluterai te stesso arrivato /<br />
 alla tua porta, nel tuo proprio specchio / e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro…”<br />
(Derek Walcott, Amore dopo Amore,<br />
 in Narciso, La passione dello sguardo, a cura di Sonia Macrì, 2020)</p>
<p> Appartato, un intenso foto-ritratto (1985) di un pensieroso artista da giovane – appena violato da rapidi segni di cancellature o, quasi, rimozioni – introduce lo sguardo del visitatore nel complesso percorso messo in scena da Paolo Bielli, artista visuale, performer, poeta, attraverso la giustapposizione di una ottantina di opere, a conformare una sorta di camera picta in cui volti e gesti, foto e spray, si riflettono gli uni negli altri, in quello che l’autore stesso evoca come “un silenzio assordante che ridefinisce la bellezza”.<br />
Di questa sua ricerca, risalente agli anni 1996/97, con una ripresa agli inizi degli anni 2000, annota Paolo Bielli: “ ‘Apnea’ non è solo un&#8217;esplorazione estetica, ma una profonda riflessione sulla vulnerabilità e la trasformazione… È un invito a guardare oltre la superficie, a riconoscere la bellezza nella mutazione e nella fragilità, anche quando questa si manifesta come una deriva verso l&#8217;autodistruzione”.<br />
Se “riflettere” può essere assunta come la parola-chiave su cui si fonda il fil rouge di &#8220;Apnea&#8221;, intanto come invito a una “profonda riflessione…a guardare oltre la superficie”; se, al tempo stesso, la stessa “riflessione…oltre la superficie” evoca la funzione degli specchi; un ulteriore latente livello di lettura può emergere dal valore semantico derivante dall’etimologia del verbo “riflettere”, quale voce dotta dal latino “reflectere”, che coniuga il significato di “ripiegare” con il “volgere “(flectere) indietro (re-)”. “Riflessione”, dunque, come un “volgere indietro”.<br />
Se ci si interroga sulle ragioni profonde che possano aver fondato la scelta di Paolo Bielli di proporre per questa personale un ciclo di opere attestanti una fase di ricerca risalente a tre decenni fa, sembra configurarsi qui, alle soglie della maturità, un percorso, un viaggio, un à rebours, in cui le immagini prelevate dalla moda, patinate, poi offuscate e distorte, di volti giovanili si pongono quasi come declinazioni di possibili autoritratti, una sorta di un molteplice riflesso d&#8217;artista nello specchio del tempo&#8230;alla ricerca della sua verità, invisibile oltre l&#8217;immagine rimandata dallo specchio.<br />
Con in più un “effetto Narciso” nello specchio del tempo: come se l&#8217;artista, prossimo alla maturità, riflesso nella perfezione di visi che furono bellissimi, si fosse, se non liberato, pacificato col fantasma di quel Narciso che si cela nell&#8217;io profondo, accettando che lo spray del tempo ne abbia rivelato la tragedia della fragilità.  Allo stesso modo che il “Narciso ormai ‘liberato’” di Rilke ritrova nel fondo degli “Specchi, spazi di tempo” la forma limpida del proprio volto, laddove, “il poeta-Narciso nell’universo misterioso degli specchi ricompone, infine, la propria figura.” (S. Macrì, cit).<br />
Mentre gli specchi stessi nella seconda Elegia duinese ricorrono come rappresentativi degli angeli, angeli simili a Narciso ma capaci di preservare l’unità del sé.<br />
Così come di un “angelo” è qui l’immagine di un volto, al tempo stesso inizio e fine del percorso.</p>
<p>Anna Cochetti</p>
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		<title>Paolo Bielli apnea / Anna Cochetti</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESPOSIZIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Un silenzio assordante che ridefinisce la bellezza a cura di Anna Cochetti Inaugurazione: Domenica 19 Ottobre 2025 dalle h.11.30 alle h.13.30 Storie Contemporanee Studio Ricerca Documentazione Via Alessandro Poerio, 16/B 00152 ROMA Fino a Giovedì 30 Ottobre 2025 Finissage e performance: ore 18.00-19.30 Dal Lun. al Sab. h. 18.00 / 19.30 Visite in altri orari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Un silenzio assordante che ridefinisce la bellezza a cura di Anna Cochetti<br />
Inaugurazione: Domenica 19 Ottobre 2025<br />
dalle h.11.30 alle h.13.30<br />
Storie Contemporanee<br />
Studio Ricerca Documentazione Via Alessandro Poerio, 16/B 00152 ROMA<br />
Fino a Giovedì 30 Ottobre 2025 Finissage e performance: ore 18.00-19.30<br />
Dal Lun. al Sab. h. 18.00 / 19.30<br />
Visite in altri orari su appuntamento al 3286249024<br />
Domenica 19 Ottobre 2025, alle ore 11.30, il Progetto STORIECONTEMPORANEE, a cura di Anna Cochetti, nello spazio Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16/B ospita – nell’ambito della Manifestazione RAW Rome Art Week – la nuova personale di Paolo Bielli che presenta una serie compatta di opere (circa 80, di piccolo formato) realizzate a partire da fotografie su cui i successivi interventi con spray colorati, atti a velare e trasfigurare figure tradizionalmente associate al mondo della moda, lavorano alla reinvenzione di un nuovo, inatteso tipo di bellezza.<br />
Di questa sua ricerca, risalente agli anni 1996/97, con una ripresa agli inizi degli anni 2000, scrive l’autore:<br />
“Le opere di &#8220;Apnea&#8221; nascono da un&#8217;intuizione potente: l&#8217;incapacità di urlare sott&#8217;acqua, un silenzio metaforico che riflette l&#8217;autodistruzione silenziosa e spesso invisibile a cui l&#8217;essere umano può andare incontro. Le figure, inizialmente nitide e perfette nelle loro pose glamour, vengono progressivamente offuscate, i loro contorni si dissolvono in esplosioni di colore vibrante, creando un effetto quasi onirico. Questa nebbia cromatica non nasconde ma rivela: non la perfezione della forma, ma la complessità e la fragilità dell&#8217;esistenza. &#8220;Apnea&#8221; non è solo un&#8217;esplorazione estetica, ma una profonda riflessione sulla vulnerabilità e la trasformazione&#8230; È un invito a guardare oltre la superficie, a riconoscere la bellezza nella mutazione e nella fragilità, anche quando questa si manifesta come una deriva verso l&#8217;autodistruzione.”<br />
Nel testo di presentazione, il curatore sottolinea un ulteriore spunto di indagine, allorché si interroga sulle ragioni profonde che possano aver fondato la scelta di Paolo Bielli di proporre per questa personale un ciclo di opere attestanti una fase di ricerca risalente a tre decenni fa, laddove osserva che sembra configurarsi qui, alle soglie della maturità, un percorso, un viaggio, un à rebours, in cui le immagini, patinate e distorte, di volti giovanili si pongono quasi come declinazioni di possibili autoritratti, una sorta di un molteplice “riflesso d&#8217;artista nello specchio del tempo&#8230;alla ricerca della sua verità, invisibile oltre l&#8217;immagine rimandata dallo specchio”.<br />
Giovedì 30 Ottobre 2025 – in occasione del finissage &#8211; alle ore 18.00 verrà presentato il Libro d’artista realizzato in copia unica firmato e alle ore 18.30 la performance dell’artista.<br />
Paolo Bielli è un artista e performer noto per la sua ricerca incentrata sullo scontro e il contrasto. Verso la fine degli anni ‘80 e anni ‘90 altera immagini pubblicitarie, come copertine e riviste di moda, usando le bombolette spray. Il &#8220;Ring&#8221; è l&#8217;elemento centrale del suo lavoro, simbolo della lotta dell&#8217;uomo con sé stesso e con la società. Ha esposto alla 54a Biennale di Venezia (Padiglione Italia, 2011) e nelle sue opere attuali unisce la pittura a soggetti di pugilato per demistificare la violenza.<br />
Via A. Poerio 16/b<br />
00152 ROMA<br />
T. 328 8698229 www.storiecontemporanee.wordpress.com www.facebook.com/storiecontemporanee</p>
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		<title>“Paolo Bielli”, a cura di Riccardo Boni</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 21:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Paolo Bielli”, a cura di Riccardo Boni dal 23 gennaio al 18 febraio 2025 Inaugurazione giovedì 23 gennaio 2025 dalle ore 18 alle ore 20:30 presso : Galleria Riccardo Boni, via in Publicolis 47, 00186 Roma – www .riccardoboni.com Cambia pelle l’artista più attivo e forse più anomalo della Capitale. Sarà per il 23 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Paolo Bielli”, a cura di Riccardo Boni<br />
dal 23 gennaio al 18 febraio 2025<br />
Inaugurazione giovedì 23 gennaio 2025 dalle ore 18 alle ore 20:30 presso : Galleria Riccardo Boni, via in Publicolis 47, 00186 Roma – www .riccardoboni.com<br />
Cambia pelle l’artista più attivo e forse più anomalo della Capitale.<br />
Sarà per il 23 gennaio l’appuntamento con la nuova mostra personale di Paolo Bielli che da “ragazzo immagine” degli anni ’80 qual’era e stravagante pittore/performer della 54ma Biennale di Venezia 2011, ha deciso in età matura di mostrarsi per quel che è realmente, semplicemente un artista. “Bielli è un vero outsider”, così lo definisce Riccardo Boni, gallerista romano per decenni in prestito ai mercati austriaci e inglesi che ospiterà l’esposizione nel suo spazio del Ghetto in via in Publicolis 47.<br />
Paolo Bielli presenterà i suoi lavori nella piccola galleria del centro storico solita nell’offrire opere tutt’altro che commerciali, dai dipinti del ‘500 alle sculture concettuali di Nedda Guidi protagonista dell’ultima Biennale Veneziana a cui le è stato riservato un intero padiglione.<br />
Paolo Bielli crea opere in cui assembla con estrema libertà espressiva antiche fotografie che fanno parte di un repertorio storico di &#8220;anciens boxeurs&#8221;, immagini in qualche misura &#8220;archeologiche&#8221; i cui inserti di colore, che siano disegni o stoffe, le trasformano in scene al limite del lezioso, l&#8217;artista capovolge il significato delle immagini, rende così la lotta tra gli uomini e il sangue, un teatro di gesti e colori, sovvertendo e demistificando qualunque messaggio di violenza (A.Iezzi).<br />
Bielli non cambia forma alle sue opere ma solo il modo di proporle e quasi 8 anni dall’uscita della sua biografia edita da Gangemi editore è oggi un artista serio e maturo; non ci interessa che indossi un accappatoio da boxer o lo smoking, le sue opere sono il risultato del suo vissuto, del bel ragazzo fotografato sulla storica rivista &#8220;Frigidaire&#8221; e pioniere delle performances delle Notti romane di 40 anni fa, che ha riunito le esperienze, le emozioni e i ricordi in immagini (per chi può) colte e profonde. (RB)</p>
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		<title>be idolo Paolo Bielli &#8211; franco di Matteo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 07:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per-narcisiste e iper-narcisisti a raccolta; palle di pelle d&#8217;Apollo che ruotano su se stesse orbitanti intorno all&#8217;idolatrato sole abbagliati dalle emanazioni fotoniche, e abbacinati dal riverbero dello splendore del fiore che li rappresenta, piu&#8217; seducente che mai oggi che abbiamo in borsa e in tasca il congegno che ci consente di farci affermare in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Per-narcisiste e iper-narcisisti a raccolta; palle di pelle d&#8217;Apollo che ruotano su se stesse orbitanti intorno all&#8217;idolatrato sole<br />
abbagliati dalle emanazioni fotoniche, e abbacinati dal riverbero dello splendore del fiore che li rappresenta, piu&#8217; seducente che mai oggi che abbiamo in borsa e in tasca il congegno che ci consente di farci affermare in modo perentorio &#8220;Io sono!&#8217; tra miriade di galassie ed iconiche divise, in cui l&#8217;attrezzo  infernale delle nostre brame di parole&#038;immagini, non e&#8217; che un dispettoso specchio ad usum  del ballo in maschera delle cosmogoniche star, in un vortice che l&#8217;audace/mendace Paolo Bielli  prova per un attimo a fermare,  scanzionando e canzonando i volti delle star, esasperandone le espressioni, accentuando e dilatando smorfie e selfie in pantografate metamorfosi, dove tra </p>
<p>chele di granchi, corna di alce e  zoccoli di capra come protesi, bava di lumache, sibili di rettili, polveri sottili di farfalle e vapori di stelle anche cadenti, la bestia &#8211; nera o a colori &#8211; continua ad  affascinarci come da bambini.<br />
Ma nella perenne  adolescenza dell&#8217;iper-narciso Bielli, il punto interrogativo e&#8217;; che ci fa una mosca sul naso della terribbile Bette Davis?<br />
Semplice, e&#8217; la famosa &#8216;mosca al naso&#8217;! Uno svolazzante neo che esalta ancor piu&#8217; la bellezza del suo leggendario ghigno.<br />
E come possiamo condurlo  questo téte-a- tète, se non proiettandoci negli idoli, mantenendo le nostre finzioni, mentendo sulle nostre menzogne, e smaltendo su essi i nostri dolori?<br />
Ognuno puo&#8217;, nel gran libro del destino e delle facce, digitare quelle  che gli sono piu&#8217; congeniali e pungenti.</p>
<p> Paolo Bielli affondando le mani nel catatonico  magma del Webb ha pescato Billy Idol, l&#8217;epitome dell&#8217;idolatria che all&#8217;istinto animalesco (con zoccolo da capra) ha accorpato un corpo epifanico esente da usura.<br />
Una volta le portinerie romane, sature di odor di cavolo, pullulavano di favolistiche icone; Papa Giovanni, Claudio Villa, Topo Gigio, Silvana Pampanini;  erano cosi rassicuranti!<br />
Oggi  Eliana Prosperi e Paolo Bielli ci allertano raggelandoci: gli umani  possono mascherarsi e smanettare quanto vogliono, ma sara&#8217; l&#8217; innocenza degli  animali a  salvarci sopratutto da chi &#8211; intanto che Schopenahuer si rivolta nella tomba &#8211; ne fa una merce, imponendo a mansueti cagnolini orribili completini griffati, rovinando cosi&#8217; le loro naturali  livree.<br />
FRANCO DI MATTEO</p>
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		<title>BE IDOLO PAOLO BIELLI &#8211; FRANCO DI MATTEO</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 06:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p> Per-narcisiste e iper-narcisisti a raccolta; palle di pelle d&#8217;Apollo che ruotano su se stesse orbitanti intorno all&#8217;idolatrato sole<br />
abbagliati dalle emanazioni fotoniche, e abbacinati dal riverbero dello splendore del fiore che li rappresenta, piu&#8217; seducente che mai oggi che abbiamo in borsa e in tasca il congegno che ci consente di farci affermare in modo perentorio &#8220;Io sono!&#8217; tra miriade di galassie ed iconiche divise, in cui l&#8217;attrezzo  infernale delle nostre brame di parole&#038;immagini, non e&#8217; che un dispettoso specchio ad usum  del ballo in maschera delle cosmogoniche star, in un vortice che l&#8217;audace/mendace Paolo Bielli  prova per un attimo a fermare,  scanzionando e canzonando i volti delle star, esasperandone le espressioni, accentuando e dilatando smorfie e selfie in pantografate metamorfosi, dove tra </p>
<p>chele di granchi, corna di alce e  zoccoli di capra come protesi, bava di lumache, sibili di rettili, polveri sottili di farfalle e vapori di stelle anche cadenti, la bestia &#8211; nera o a colori &#8211; continua ad  affascinarci come da bambini.<br />
Ma nella perenne  adolescenza dell&#8217;iper-narciso Bielli, il punto interrogativo e&#8217;; che ci fa una mosca sul naso della terribbile Bette Davis?<br />
Semplice, e&#8217; la famosa &#8216;mosca al naso&#8217;! Uno svolazzante neo che esalta ancor piu&#8217; la bellezza del suo leggendario ghigno.<br />
E come possiamo condurlo  questo téte-a- tète, se non proiettandoci negli idoli, mantenendo le nostre finzioni, mentendo sulle nostre menzogne, e smaltendo su essi i nostri dolori?<br />
Ognuno puo&#8217;, nel gran libro del destino e delle facce, digitare quelle  che gli sono piu&#8217; congeniali e pungenti.</p>
<p> Paolo Bielli affondando le mani nel catatonico  magma del Webb ha pescato Billy Idol, l&#8217;epitome dell&#8217;idolatria che all&#8217;istinto animalesco (con zoccolo da capra) ha accorpato un corpo epifanico esente da usura.<br />
Una volta le portinerie romane, sature di odor di cavolo, pullulavano di favolistiche icone; Papa Giovanni, Claudio Villa, Topo Gigio, Silvana Pampanini;  erano cosi rassicuranti!<br />
Oggi  Eliana Prosperi e Paolo Bielli ci allertano raggelandoci: gli umani  possono mascherarsi e smanettare quanto vogliono, ma sara&#8217; l&#8217; innocenza degli  animali a  salvarci sopratutto da chi &#8211; intanto che Schopenahuer si rivolta nella tomba &#8211; ne fa una merce, imponendo a mansueti cagnolini orribili completini griffati, rovinando cosi&#8217; le loro naturali  livree.<br />
FRANCO DI MATTEO</p>
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		<title>BE IDOLO PAOLO BIELLI-ELIANA PROSPERI</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 06:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 5 ottobre dalle ore 11.00, inaugura, presso lo spazio comunale La casa dell&#8217;Arditu ad Anticoli Corrado, la mostra Be Idol, bipersonale di Paolo Bielli e Eliana Prosperi a cura di Francesca Perti e con il patrocinio del comune di Anticoli Corrado. La lunga e costante frequentazione di Anticoli Corrado da parte di artisti, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 5 ottobre dalle ore 11.00, inaugura, presso lo spazio comunale La casa dell&#8217;Arditu ad Anticoli Corrado, la mostra Be Idol, bipersonale di Paolo Bielli e Eliana Prosperi a cura di Francesca Perti e con il patrocinio del comune di Anticoli Corrado.<br />
La lunga e costante frequentazione di Anticoli Corrado da parte di artisti, non solo della scuola romana, ha lasciato un segno indelebile sul borgo che è diventato un laboratorio creativo, un luogo dove l&#8217;arte poteva svilupparsi in un contesto di libertà espressiva, contribuendo a creare alcune delle opere più significative del XX secolo.<br />
Eliana Prosperi e Paolo Bielli si inseriscono nell&#8217;atmosfera del borgo, diventando un trait d&#8217;union tra il passato e il presente, passato e presente che si incontrano in un punto ben preciso: un mondo abitato da gorilla, formiche giganti, corni di rinoceronti e zoccoli di capre., La mostra Be Idol ci immerge in un mondo dove la bestia, nera o a colori, continua ad affascinarci come da bambini.<br />
Lei, la bestia, ci guarda da lontano, come a voler rivelare le nostre menzogne. Eliana Prosperi e Paolo Bielli ci allertano raggelandoci: gli umani possono mascherarsi e smanettare quanto vogliono, ma sarà l&#8217;innocenza degli animali a salvarci.<br />
Paolo Bielli: Scelto da Guido Strazza nel 1987 partecipa alla prima mostra collettiva internazionale di incisione a Biella..Verso la fine degli anni 80 e anni 90 altera immagini pubblicitarie, come copertine e riviste di moda, usando le bombolette spray per dar vita a nuove rappresentazioni, periodo chiamato “Dal bello”. Dal 2000 si esprime in una serie di mostre e performance utilizzando il suo stesso corpo in gallerie e musei. <br />
Nel 2011è presente con l’Opera “Ring” alla 54° BIENNALE DI VENEZIA nel Padiglione Italia a Venezia. <br />
BLACKandWHITE-RING installazione e performance alla G.A.M. Di Roma, Il confronto-scontro tra il pugile e l’artista é ormai la sua ricerca predominante. <br />
E’ una vita in una lotta infinita con se stesso e contro gli altri, guadagnandosi cosí la corona che sogno da sempre.In piena pandemia nell’ottobre 2020 espone al PAN di Napoli, una personale “Napoli in Ring” interpretando il virus covid-19,(2024) Nella galleria AOC F58 (Bruno Lisi) espone 50 opere, sovvertendo qualunque messaggio di violenza; colpendo 7 sagome di pugili da 13 medaglie, gettando infine la corona della vittoria&#8230;<br />
Eliana Prosperi: A tredici anni partecipo alla mia prima mostra collettiva, al Museo d’Arte Contemporanea di Anticoli Corrado (Roma) e ricevo un premio dal poeta spagnolo Rafael Alberti. Dipingendo ad olio “cresco”. Mi diplomo all’Istituto D’Arte per dedicarmi successivamente allo studio della scenografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Nel 1996 inizio un viaggio artistico irresistibile attraverso il quale, la mia natura espressionista raggiunge nella gestualità sentimenti estremi, dove il soggetto è solo un “pretesto”. Partecipo a esposizioni personali e collettive in Italia e all&#8217;estero. Dipingo attraversando la natura, creo immagini e trasferisco sulla tela gli effetti anche più insignificanti &#8211; apparentemente insignificanti – della realtà, guidata dal mio vissuto, cioè il rapporto con me e con gli altri, l’amicizia, la natura, il ricordare-dimenticare, il costruire serenità, la ricerca di verità. Sono sempre io, nel mio &#8220;stile libero&#8221;; la vita e l’arte fuse insieme in una costante ricerca mi sorprendono. In alcuni miei lavori i personaggi rappresentati sulla tela sono alla ricerca costante di un proprio equilibrio interiore, come tanti circensi nell’atto di tenersi stabili su un filo, una corda tesa che sta a rappresentare la vita. Vivo e lavoro a Roma, dove sono nata.</p>
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		<title>DAL FONDO Paolo Bielli</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 10:56:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sede AOC F58 &#8211; Galleria Bruno Lisi, via Flaminia 58 &#8211; Roma (metro A fermata Flaminio) Titolo Dal fondo Autore Paolo Bielli A cura di Andrea Iezzi Apertura giovedì 11 aprile ore 18,00 – 20,00 Performance ore 19,00 Durata Dall’11 al 17 aprile 2024 Orario dal martedì al venerdì dalle ore 17.00 alle 19.30 I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sede		AOC F58 &#8211; Galleria Bruno Lisi, via Flaminia 58 &#8211; Roma (metro A fermata Flaminio)<br />
Titolo		Dal fondo<br />
Autore		Paolo Bielli<br />
A cura di	 Andrea Iezzi<br />
Apertura	giovedì 11 aprile  ore 18,00 – 20,00<br />
Performance	ore 19,00<br />
Durata		Dall’11 al 17 aprile 2024<br />
Orario		dal martedì al venerdì dalle ore 17.00 alle 19.30</p>
<p>             I collages con i pugili di Bielli iniziano nel 2017, sempre nel rapporto creativo con Enzo Mazzarella. Le immagini scelte dall&#8217;artista fanno parte di un repertorio di &#8220;anciens boxeurs&#8221;, fotografati tra la fine dell&#8217;800 e la metà del &#8217;900. Sono immagini in qualche misura &#8220;archeologiche&#8221;: gli interventi con inserti di colori le trasformano in scene leziose, nelle quali il cerchio, tracciato sull&#8217;immagine, rimanda alle antiche lezioni di Strazza.<br />
Nella galleria AOC F58, Bielli espone cinquanta opere, collage che assemblano antiche fotografie, incisioni, disegni e stoffa, con estrema libertà espressiva. Il camouflage di cui parlava Pancotto nel 2005 è diventato ancora più raffinato e accorto (come per la profondità suggerita nel titolo). L&#8217;artista capovolge il significato delle immagini vintage, accostando con leggerezza sagome e materiali; rende così la lotta tra gli uomini e il sangue un teatro di gesti e colori, sovvertendo e demistificando qualunque messaggio di violenza. In uno dei collages l&#8217;artista cita se stesso, con l&#8217;inserto di quell&#8217;opera Ring, da cui è nata l&#8217;evoluzione tematica successiva.<br />
In occasione del vernissage, l&#8217;11 aprile, Bielli darà vita a una performance nel solco tracciato dal suo artista-personaggio con le opere. Egli collocherà sulla parete di fondo della galleria sette sagome (di cui era prima rivestito), che idealmente rappresentano i vari tipi etnici umani. Tali sagome appese verranno percosse sonoramente da tredici medaglie. Infine l&#8217;artista-puglie si sfilerà e getterà dalla testa la corona della vittoria. Bielli intende sovvertire l&#8217;affanno per il successo che caratterizza il nostro agire contemporaneo, invitando il visitatore alla pace e alla gentilezza, a essere pugili dai guanti di velluto.<br />
Paolo Bielli (Roma, 1963). I viaggi e la vita nella Londra punk degli anni &#8217;80 ne hanno formato il carattere e il personaggio. Ha seguito i corsi dell&#8217;incisore Guido Strazza all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma. Le prime performances, sviluppate come happening intorno ad una figura dark, con azioni artistiche non preordinate, vedono la luce nel 1982: Bielli appare in locali alla moda, come la discoteca Much More ai Parioli. All&#8217;epoca si presenta con il nome di &#8220;Klaus&#8221; e viene fotografato da Mauro Baldrati in un servizio sulla rivista &#8220;Frigidaire&#8221; (n.34, settembre 1983), dal titolo Notti romane. Il giovane artista cerca la sua identità come un flâneur inquieto. Selezionato da Strazza, partecipa nel 1987 ad una collettiva di incisione a Biella: nasce il motivo del cerchio, ricorrente nella sua opera. Tra la fine degli anni &#8217;80 e gli anni &#8217;90, Bielli lavora alterando con interventi graffiti a spray le immagini patinate delle riviste glamour. Nel 2002 incontra il gallerista Enzo Mazzarella (Deliceto, Foggia 1957 &#8211; Roma, 2018) durante la mostra collettiva Droghe, che ha raccolto artisti contemporanei e nomi storici della Galleria Monserrato Arte &#8217;900, aperta due anni prima da Mazzarella, conoscitore dell&#8217;Arte italiana del XX secolo, e ideatore di mostre ironiche e controcorrente.<br />
Nella galleria di Mazzarella, l&#8217;artista tiene la prima personale nel 2005, dal titolo Sapone, suscitando l&#8217;interesse di critici e stampa. Pier Paolo Pancotto (su &#8220;L&#8217;Unità&#8221;, 4 ottobre 2005, &#8220;Quando il beauty business diventa arte&#8221;) scrive che l&#8217;artista romano &#8220;[rielabora] le tavole pubblicitarie di prodotti di bellezza. Su di esse Bielli è intervenuto col colore e vari elementi d&#8217;uso comune, comprese le puntine metalliche ed i coltelli, trasformando volti e corpi sensuali in maschere piene d&#8217;inquietudine&#8221;. E aggiunge: &#8220;[...] egli riflette sul valore dell&#8217;immagine e la celebrazione che di essa compiono quotidianamente i più diffusi mezzi di comunicazione. Al tempo stesso sottolinea il piacere sottile che si determina nell&#8217;abbandonarsi, anche solo per un momento, a questo universo fantastico fatto di emozioni superficiali&#8221;.<br />
In questi anni inizia a usare i coltelli come elementi espressivi: un&#8217;altra maschera indossata dall&#8217;artista, che allora si fa chiamare &#8220;Pittore killer&#8221;: è l&#8217;anno in cui espone da Electronic Art Cafè a Roma (2007), a cura di Achille Bonito Oliva. Nel 2009 crea i primi personaggi-sagome per lo spettacolo teatrale La donna uomo di Vladimir Luxuria. E sarà proprio Luxuria a segnalarlo a Vittorio Sgarbi per il Padiglione Italia nella 54° Biennale di Venezia, dove presenta l&#8217;opera Ring: un semplice cerchio composto dall&#8217;intreccio di comuni coltelli da cucina di tipo caimano. Nel 2012 nella mostra Ring, a cura di Enzo Mazzarella nella Palazzetto Art Gallery di Roma appaiono per la prima volta i pugili, idea derivata da quel cerchio di coltelli per la Biennale. Nei pugili in lotta sul (o nel) ring, l&#8217;artista mette in scena questo suo ultimo travestimento. Nelle vesti del lottatore partecipa nel 2014 al progetto del MAAM, a cura di Giorgio de Finis: si ritrae come un pugile, il rosso sangue diventa una tinta di smalti rossi e rosa tracciata sul rivestimento in mattonelle dell&#8217;ex fabbrica occupata, e inscena una lotta con se stesso, replicando l&#8217;immagine a specchio. Quando finisce di dipingere, Bielli indossa mutande e guantoni, inscenando un&#8217;azione prendendo a pugni la sua stessa sagoma dipinta.<br />
A qualche tempo prima risaliva la mia conoscenza personale con Enzo Mazzarella e con Paolo Bielli. Era il 4 marzo 2013; gallerista e artista danno vita ad una complessa azione teatrale, nell&#8217;occasione di una mostra dal titolo evocativo e ironico: Il gallerista fallito. Mazzarella non aveva remore nello sconvolgere i visitatori della galleria e nel giocare sui trionfi e le miserie del mondo dell&#8217;arte dal quale ha tratto linfa vitale fino al suo ultimo giorno, consumato troppo presto. Iniziavo a frequentare via di Monserrato, strada nella quale avrei aperto una galleria di lì a poco.</p>
<p>tratto dal testo critico di Andrea Iezzi</p>
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		<title>PAOLO BIELLI &#8211; Rosario Schibeci</title>
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		<pubDate>Sat, 20 May 2023 16:03:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>PAOLO BIELLI DAL CONTRASTO ALL’ARMONIA: Intervista a uno dei più accreditati artisti romani che con la sua opera fatta di pittura, scultura e installazioni, ha conquistato la critica e il pubblico di gallerie e musei<br />
30/09/2022<br />
Un disegno fatto da bambino sul retro della copertina di un vecchio libro è stata quasi l’immagine profetica di quello che poi è stato il percorso artistico di Paolo Bielli, l’artista romano che con la sua opera è riuscito a conquistare il pubblico di gallerie e musei nazionali oltre alla partecipazione di successo alla 54° Biennale di Venezia. Un indiano con la sua ascia e una fata con la bacchetta magica hanno rappresentato così, sin dall’infanzia, i due concetti su cui si fonda l’arte di Bielli, una lotta per affermare l’artista mitigata sempre dalla dolcezza in un’ottica di rappresentazione sia del male che del bene che possono essere presenti in ogni elemento e in ogni circostanza. Un contrasto, rappresentato ad inizio carriera con l’uso di coltelli culminato poi nella idealizzazione del personaggio del pugile realizzata sia con la materia che con performance del suo corpo. Ma è l’armonia quella che sempre viene ricercata soprattutto oggi che l’artista sembra orientato su una sfera molto più spirituale. Per anni i coltelli sono stati protagonisti delle tue opere. Cosa è stato che ne ha fatto una fonte di ispirazione? La prima volta che ho usato un coltello nella mia arte è stato per trafiggere una immagine di una bellissima donna che pubblicizzava un profumo. Quasi per caso mi sono trovato così a volere in qualche modo intaccare quei canoni estetici che dagli inizi del 900 si sono andati sempre più ad accentuare interessando sia l’immagine femminile che maschile. Quindi con i coltelli andavo a trasfigurare quelle immagini considerate positive solo perché ancorate ad un certo concetto di bellezza imposto dalla società nel tentativo di trovarne una più naturale che può fare parte di ognuno di noi e non sempre è ancorata all’estetica. A un certo punto, poi, la tua arte si è focalizzata sulla rappresentazione di pugili. Come si è verificata questa inversione di tendenza? E’ stato come se il coltello prendesse vita e si trasformasse in un pugile, una sorta di evoluzione avvenuta dopo un certo periodo di crisi dove cercavo nuove ispirazioni. Infatti, dovendo fare una mostra, pensai a dei personaggi che lottavano e che urlavano quello che avevano dentro. Vennero fuori così delle immagini di lottatori che sembravano proprio pugili in cui mi sono immedesimato perché il mio essere artista, proprio come un pugile, lotta per affermarsi. Non a caso il pugilato viene considerato un’arte nobile perché è una lotta senza l’uso di armi. Fra le mie opere più eclatanti quella realizzata al museo M.A.A.M ricavato da un edificio che era stato mattatoio di maiali. Sulle piastrelle bianche ho immaginato le anime dei maiali trucidati trasformate in pugili rosa che si ribellano quasi come se le figure si fossero materializzate dagli schizzi di sangue arrivati sulle mattonelle. Oggi posso dire che il pugile si è molto addolcito perché si è sovrapposto proprio con l’artista. Infatti i miei lavori più recenti sono immagini scontornate di pugili che racchiudono altre forme d’arte. Ti senti più un pittore astratto o figurativo? Ho cominciato con rappresentazioni astratte poi l’elemento figurativo finiva sempre per materializzarsi. Ho avuto periodi diversi però alla fine il figurativo ha finito per prevalere anche se, attualmente, unisco i due stili attraverso l’arte digitale, la scultura, il collage, la pittura. E poi c’è tutto l’universo delle installazioni in cui, anche attraverso il mio corpo, esprimo dei concetti in modo semplice. Per me installazione significa dare vita ad un quadro ovvero animare un’immagine che potrebbe essere statica, cercando di stimolare diverse percezioni da parte del pubblico. Infatti, apprezzo quando il pubblico riesce a vedere nelle mie opere qualcosa che era nel mio inconscio pur non avendoci pensato. Di installazioni ne hai fatte veramente molte e tutte di successo. Quale è la performance a cui ti senti più legato? Difficile a dire considerato che ogni installazione rappresenta qualcosa di me stesso. Però quella a cui rimango più legato è “Sapone” fatta nel 2005 alla galleria Monserratoarte900 a cura di Vincenzo Mazzarella. Una performance in cui denudandomi completamente, mi avvelenavo cospargendomi di una enorme quantità di diversi profumi commerciali. Un’idea che mi è valsa importanti critiche e riconoscimenti anche se il rovescio della medaglia è stato il fatto che il progetto è stato copiato e presentato da altri come proprio. Un rischio che, purtroppo, l’anima onesta di un artista deve sempre correre. Nelle tue opere spesso il presente interagisce con il passato. Da parte tua è forse il desiderio di rappresentare con la tua arte una certa continuità? Passato e presente possono essere molto simili. Infatti, alla fine, ci troviamo ad affrontare sempre gli stessi problemi per cui guardare alle soluzioni o agli sbagli del passato, ci può aiutare a migliorare il presente. Il passato affiora sempre, per questo tendo a rappresentarlo in qualche modo nelle mie opere magari con particolari o attraverso uno scenario. Credo sia molto importante non dimenticare quello che è successo nel passato per vivere meglio presente e futuro. Di recente hai fatto parte di “Niobe Vanity Dark Queen” lo spettacolo di successo deI regista Stefano Napoli. Ci vuoi parlare della tua esperienza di attore della Compagnia “Colori proibiti”? Assecondando la mia voglia di sperimentare sempre, mi proposi al regista Stefano Napoli per recitare in un suo spettacolo pensando che sarebbe stata un’esperienza unica quasi come una sfida per mettermi alla prova. Invece il ruolo di attore mi ha appassionato sempre di più soprattutto perché il teatro mi ha permesso di rivelare cose nascoste che avevo dentro e che fanno comunque parte del mio essere artista. Ho ripreso con &#8220;Niobe&#8221; a recitare dopo che avevo collaborato dal 2000 al 2007 con Stefano Napoli e la sua Compagnia “Colori proibiti”. Anche se il lavoro a volte può apparire faticoso, considerato che il regista è molto perfezionista, ci sono sempre mille emozioni che ripagano per tutti gli sforzi che si mettono in campo. C&#8217;è da dire che, anche se prendo ciascun ruolo sempre molto sul serio, riesco anche a divertirmi. E poi il teatro di Napoli ti trafigge e ti addolcisce quindi mi somiglia. Rosario Schibeci</p>
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		<title>“Ring and Roll” (L’arte è una lotta) Paolo Bielli</title>
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		<pubDate>Sat, 20 May 2023 15:41:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ring and Roll” (L’arte è una lotta) di Paolo Bielli a cura di Francesca Perti Performance “Rapimenti” ore 19.00 con Paolo Bielli e Gudrun De Chirico Inaugurazione lunedì 29 maggio ore 18.30 fino al 29 giugno da martedì a sabato 11/19 Galleria Horti Lamiani-Bettivò Via Giovanni Giolitti 163, Roma Questa esposizione è l’incontro di due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ring and Roll”<br />
(L’arte è una lotta)</p>
<p>di Paolo Bielli a cura di Francesca Perti<br />
Performance “Rapimenti” ore 19.00 con Paolo Bielli e Gudrun De Chirico</p>
<p>Inaugurazione lunedì 29 maggio ore 18.30 fino al 29 giugno da martedì a sabato 11/19</p>
<p>Galleria Horti Lamiani-Bettivò Via Giovanni Giolitti 163, Roma</p>
<p>Questa esposizione è l’incontro di due artisti che usano il loro corpo da sempre.<br />
Danzante in De Chirico e gestuale in Bielli.<br />
Tirando fuori dai cassetti, dagli armadi e dalle librerie alcuni lavori del passato, lavori primordiali a partire dalla fine degli anni 80, 90 e 2000 ad oggi.<br />
Ripercorrendo il suo percorso come in una moviola Bielli ritrova le foto dei modelli strappate dalle riviste di moda.<br />
“Le avevo camuffate, deturpate, trafitte e sporcate dagli spray, a volte cerchiate focalizzandone i volti, ancora più belli dopo averli in qualche modo rovinati; sembra che il tempo li ha resi ruvidi, togliendone quella patina di nuovo, di pulito e di intoccabile.<br />
Donando ad essi una nuova vita, più vera, più vissuta e più sincera”.<br />
Ma sopratutto rivelare un altro tipo di bellezza e non quella imposta dalle pubblicità dei cosmetici e profumi.<br />
I modelli bellissimi attirano anche se spesso vuoti nel loro involucro patinato e lucido, come se fossero stati stirati, inamidati e messi a lucido.<br />
Ritrova l’immagine del coltello simbolo di un oggetto conturbante che buca con la sua sagoma la carta stampata delle riviste. Senza andare a violentare le figure che ancora impassibili sembrano non accorgersi di nulla.<br />
Sono circa 40 quadri di piccole dimensioni e 10 di grandi dimensioni.<br />
La performance dal titolo “Rapimenti” rivela c’ho che spesso non immaginiamo, il rapimento di un’idea, di un’opera d’arte o di un concetto….<br />
Unendo il loro diverso modo di comunicare in uno spazio che come in un ring li vedremo alle prese con ostacoli che limitano la libertà, in una lotta circolare.<br />
Nel movimento troveranno un punto in comune sta a voi individuarlo.</p>
<p>Paolo Bielli: nasce a Roma. Dal 2000 inizia una serie di mostre e performance utilizzando il suo stesso corpo in gallerie e musei. Nel 2011 é presente con l&#8217;Opera “Ring&#8221; alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Italia, chiudendo un periodo in cui il coltello è stato il simbolo predominante. L’artista passa poi all&#8217; immagine del Pugile che lotta incessantemente.<br />
www.paolobielli.it<br />
Gudrun De Chirico: laureata all’ Università degli studi di Bologna in lettere e filosofia. Danzatrice, artista visiva, performer, curatrice, critica d’arte e giornalista. Dal 2018 collabora regolarmente con il LAC (centro culturale della città di Lugano), dipartimento Edu, creando laboratori mensili di “Arte in movimento”, basati sulla collezione permane del museo.</p>
<p>Monstra personale: Paolo Bielli<br />
Performance: Paolo Bielli &#8211; Gudrun De Chirico ore 19.00<br />
Cura: Francesca Perti<br />
Galleria Horti Lamiani-Bettivò Via Giovanni Giolitti 163, Roma<br />
Inaugurazione lunedì 29 maggio ore 18.30<br />
fino al 29 giugno dalle 11.00 alle 19.00 da martedì a sabato</p>
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		<title>incontrasto paolo bielli giorgio vulcano</title>
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		<pubDate>Sat, 20 May 2023 15:09:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dall’8 al 21 Maggio è stato presentato il Progetto Storiecontemporanee, a cura di Anna Cochetti, nello spazio Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16/B; è stata un’occasione per osservare dal vivo l&#8217;installazione site-specific di Paolo Bielli, &#8220;Incontrasto&#8221;, composta da immagini fotografiche e una performance, nate da un progetto originale per lo spazio romano ideato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’8 al 21 Maggio è stato presentato il Progetto Storiecontemporanee, a cura di Anna Cochetti, nello spazio Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16/B; è stata un’occasione per osservare dal vivo l&#8217;installazione site-specific di Paolo Bielli, &#8220;Incontrasto&#8221;, composta da immagini fotografiche e una performance, nate da un progetto originale per lo spazio romano ideato all&#8217;indomani della mostra alla G.A.M.<br />
Paolo Bielli con le sue “silhouette danzanti” vuole rendere l’idea dell’inconsistenza, dell’effimero, eppure altamente simbolico e rappresentativo, di ciò che nasce dall’eterno contrasto tra realtà opposte, quasi un gioco carico di mistero, tra luci e ombre, che come flebili fiamme ricordano le anime del Purgatorio descritte dal Sommo Poeta.<br />
Nelle immagini, deboli luci si caricano di enormi significati, simboleggiano la tensione di anime tormentate, divise tra contrastanti aspetti che la vita quotidianamente ci riserva; cosi le sagome inscritte in un cerchio, come in un ring immaginario, al centro della performance, rappresentano la lotta tra i pugili, tra donne e uomini, tra angeli e demoni.<br />
Scrive la curatrice Anna Cochetti a proposito delle fotografie : “Contro se stesse, il loro doppio e il loro sdoppiamento, in un gioco speculare di identità ricercate inseguite affermate e smentite, comunque coesistenti e inestricabili, quasi in fuga permanente dal ring e più ancora da se stesse, fluide e mobili nella mise en abyme che le fissa sui muri bianchi e da li le proietta nel centro vuoto dello spazio, di nuovo nel cerchio del ring, come riflessi cangianti di specchi, in una sorta di danza rituale esorcizzante il male da cui rinascere”.<br />
E ancora sull’installazione: “si fonda su una scelta tematica e linquistico-formale di coppie oppositive, a partire dal folgorante bianco/nero, al lacerante pieno/vuoto, al mimetico maschile/femminile, fino al contrasto artista/pugile”.<br />
Pertanto, una decina di silhouette e un centinaio di fotografie, nella installazione dell’artista, sono l’icona dell’incontro-scontro che delinea e contraddistingue da sempre la coscienza dell’essere pensante, e in questo contesto, le immagini in movimento, dentro e fuori il cerchio del ring, significano per l’autore Paolo Bielli anche l’anelito dell’uomo alla ricerca di se stesso, nel contrasto tra pieno e vuoto, tra libertà e dipendenza…<br />
La mostra si è completata con la gratificante conclusione del ritrovamento di sé, della propria realizzazione, attraverso una performance che ha visto l’artista interagire con dei fogli di carta sovrapposti, rigorosamente bianchi e neri. Una stratificazione simbolica del sé, fatta di contrasti, che necessita di continuo rinnovamento ed evoluzione, sulla scia del “se non distruggi, non crei.”  .<br />
Articolo di Giorgio Vulcano. </p>
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